postato da villAno alle ore 16:26
gennaio 17 2006

Seite_01STAR-MUSIC-2000/CE-78  PRESENTA IL RITORNO DI “ELVIS ELVIS”

Il bambino prodigio degli anni ‘80/’90, a solo quattro anni canta per la prima volta in pubblico. Oggi “Elvis-Elvis” firma il suo nuovo (CD) “Insieme-noi” con il suo nome anagrafico Elvis Colangelo.
Il papà di Elvis COLAngelo - DoDi Colangelo - all’età di 5 anni incomincia a cimentarsi nel mondo della musica, ma solo nell’estate del 1983 “DoDi” incide con il suo gruppo, il suo primo “LP” alla Durium di Milano con 13 brani, titolo dell’ LP è “S. Domingo”. In questo album ci sono dei grandi nomi, come Bigazzi / Cavallaro / Lino Di Palma / Geyrey / F. Murruni / R. Luvero / Anesa / Bargel/ L.Ceroni / Maurizio Bassi / Pace / F. Albertelli / V. Reitano / M. Di Franco / R. Luvero / Swuitchcraft / con la produzione di Gegé Reitano. In questo LP due brani portano il nome di “Maurizio Bassi” che nel 1985 e stato arrangiatore e produttore del famosissimo brano “Tarzan Boy” dove le chitarre vennero suonate dal chitarrista “Giorgio Cocilovo”, oggi chitarrista anche nei brani del nuovo CD “Insieme noi” Di “Elvis Colangelo.”
“Giorgio Cocilovo” un grande chitarrista e direttore d’orchestra ha suonato con tutti i piu importanti artisti
italiani come: “Eros Ramazzotti” Renato Zero” Toto Cotugno”ecc… per anni è stato chitarrista del Festival di  Sanremo.”Oggi uno stimato musicista è anche un affermato professore.
Nel 1984 DoDi incide altri due 45 giri, uno venne inciso nello studio di Mino Reitano, Milano,  distribuzione Durium, i titoli “Notte” e “Vorrei essere vento”, arrangiato dal noto musicista e compositore Fabrizio Baldoni. L’altro 45 giri venne inciso alla Hollywood Studio di Roma, questo 45 giri  non venne mai pubblicato.
In aprile del 1985 il gruppo si scioglie, DoDi non potendo fare a meno della musica a maggio dello stesso anno
fa partecipare suo figlio Elvis allo Zecchino d’oro, che si tenne a Möhlin in Svizzera.
Con il brano “La lettera al papà lontano”. Elvis vinse quella manifestazione e di lì inizia per Elvis il cammino nel mondo della musica, lì nacque anche il nome d’arte “Elvis Elvis”, perché il pubblico nelle sue esibizioni incitava ed elogiava il suo nome “Elvis!!! Elvis!!!”
Nel 1986 con lo stesso brano venne premiato dall’Antoniano di Bologna e nello stesso anno partecipa al festival “Cantitalia” sempre con lo stesso brano “La lettera al papà” anche lì vinse la manifestazione con la giuria del pubblico. Il brano venne inciso al “Powerplaystudio Zürich” dove uscì sul mercato in Compilation con grandi artisti come: Toto Cutugno / Eros Ramazzotti / Mattia Bazar / ecc… Elvis nello stesso anno firma il suo primo contratto discografico e con la produzione di Willy Viteka. Nel 1987 Elvis incide un nuovo 45 giri con i titoli “Siamo Giovani” e “La lettera al papà” con la produzione  di Willi Viteka. Oggi, Elvis Colangelo dopo 19 anni firma di nuovo un  contratto editoriale con Il produttore Willy Viteka.
Colui che metterà i brani del CD “Insieme Noi” di “ Elvis Colangelo” in Compilation in diverse nazioni.

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postato da moustique alle ore 16:58
gennaio 14 2006

Negli allevamenti cinesi di animali da pelliccia le bestiole vengono scuoiate vive: è la raccapricciante denuncia lanciata dal movimento animalista internazionale Peta (People for ethical treatment of animals). Degli agenti in incognito appartenenti alla Swiss Animal Protection/East International, recentemente hanno visitato degli allevamenti di animali da pelliccia nella provincia cinese di Hebei, ed è stato subito chiaro perché fosse vietato l’ingresso ai visitatori. In Cina, gli allevamenti di animali da pelliccia non sono obbligati a sottostare ad alcuna legge governativa - gli allevatori possono ospitare e macellare animali ogni volta lo ritengono opportuno - il che non significa altro che una vita miserabile e una morte straziante. Gli attivisti hanno trovato situazioni terrificanti che vanno al di là delle peggiori fantasie e hanno concluso che «le condizioni degli allevamenti di animali da pelliccia Cinesi sono una presa in giro degli standard più elementari che sono alla base del rispetto della dignità e del benessere dell'animale. Durante la loro vita e nell’indescrivibile morte che li attende, questi animali sono privati anche dei più semplici gesti d’affetto». In questi allevamenti - denunciano gli animalisti - volpi, visoni, conigli e altri animali, camminano su e giù tremanti all’interno di gabbie in metallo esposte alla pioggia battente, alle notti gelide e, in altre occasioni, al sole cocente. Le madri degli animali impazziscono per i maltrattamenti ricevuti e per il prolungato isolamento, non hanno un luogo in cui nascondersi per dare alla luce i loro piccoli, e spesso li uccidono dopo averli messi al mondo. Malattie e ferite d’ogni tipo sono diffuse ovunque, gli animali che soffrono di psicosi indotte dall’ansia mordono i loro stessi arti e si lanciano ripetutamente contro le sbarre delle loro gabbie. Quando gli attivisti in incognito hanno fatto irruzione negli allevamenti cinesi, hanno scoperto che molti animali erano ancora vivi e lottavano in modo disperato mentre vengono pestati o scuoiati. Una volta appesi per gli arti inferiori o per la coda, gli operai iniziano a tagliare e quindi a scuoiare la pelliccia partendo da una zampa e, intanto, l’arto rimasto libero scalcia e si contorce. Gli operatori calpestano con forza i colli e le teste degli animali che lottano fino all'ultimo per impedire il taglio netto. Alla fine, quando la pelliccia viene staccata dalla testa dell’animale, i corpi nudi e sanguinanti vengono gettati sopra il mucchio di quelli già morti. Una volta scuoiati i cuori di alcuni animali battono ancora fino a dieci minuti. La globalizzazione del mercato delle pellicce ha fatto in modo che fosse impossibile conoscere la provenienza dei capi in pelle. I pellami vengono venduti attraverso aste internazionali, sono comprati e distribuiti alle industrie produttrici di tutto il mondo e spesso il prodotto finito viene esportato. La Cina - si calcola - rifornisce più della metà dei capi in pelle importati per esempio dagli Stati Uniti. Anche se l’etichetta di un indumento in pelle dice che è stato fatto in un paese europeo, è più che probabile che gli animali siano stati allevati e macellati altrove - forse in un allevamento non regolamentato della Cina. Al di là dei casi estremi di crudeltà riscontrati negli allevamenti cinesi irregolari, anche negli allevamenti di animali da pelliccia “normali” il destino delle bestiole è poco meno raccapricciante. La loro morte - per evitare di rovinarne la pelliccia, può essere provocata tramite asfissia (usando il gas) oppure, le vittime possono essere fulminate con la corrente elettrica o avvelenate con la stricnina, mentre altre volte gli viene semplicemente spezzato il collo. Questi metodi non sono efficaci al cento per cento e alcuni animali si “svegliano” mentre vengono scuoiati.

Dopo di ciò io e pussy vorremmo un vostro commento a riguardo!!!VOI...che andate in giro tutti impellicciati...con questi cappucci e questi colletti e nn sapete nemmeno di cosa sono fatti!!


 

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postato da villAno alle ore 17:34
gennaio 8 2006

baroncelli

Per la prima volta in otto anni, un inquinamento di Gabriele Paolini ha portato un inviato ad un livello di esasperazione mai visto, sfociato in un pianto isterico e in un forte tremore. Il fatto è avvenuto in Piazza del Campidoglio, a due passi dalla statua del Marco Aurelio, in concomitanza con la manifestazione organizzata dall’Anci contro il terrorismo, che peraltro si è rivelata un totale fallimento, con una partecipazione insignificante di gente comune.
Alle 18.03, il TG2 dava la parola al giornalista Luciano Ghelfi, che si era sistemato, con l’obiettivo di evitare intrusioni paoliniane, su una piattaforma mobile che lo poneva a quattro metri da terra. Nonostante le difficoltà, il presenzialista non si lasciava sfuggire l’occasione e interferiva nella diretta con urla come “Rai bacchettona”, “Ghelfi usa il preservativo” e “Mauro Mazza paraculo”. Probabilmente confuso dalla voce di Paolini, con poca professionalità Ghelfi è rimasto per 5-6 secondi assolutamente incapace di parlare, mentre era evidente la tensione degli uomini della regia mobile in piazza.

Subito dopo il collegamento, appena sceso dall’impalcatura, l’inviato è stato colto da un malore. Pallido in volto, si è diretto contro Paolini gridandogli: “Sei un pazzo”. Intanto, alcuni tecnici Rai audio-video che si trovavano nei pressi, hanno bersagliato il presenzialista con diversi sputi (che fortunatamente non lo hanno colpito), come possono testimoniare delle immagini raccolte da un professore di matematica presente sul luogo.
In merito all’aggressione dei tecnici, Paolini ha segnato il numero di targa (CA176EF, BB976AY e 34158H) dei tre mezzi Rai che portavano le persone coinvolte.

Stamani, gli avvocati Kornmüller e La Marca hanno presentato querela per diffamazione e ingiuria nei confronti nel già menzionato Ghelfi e del direttore del TG2 Mauro Mazza.
“Il mio rammarico è di aver coinvolto in questa occasione uno dei pochi giornalisti Rai che nei miei confronti ha sempre dimostrato simpatia e pazienza”, ha detto Paolini. “Aggiungo che in tante incursioni tv, Ghelfi si è dimostrato capace di filare dritto come un treno nonostante la mia presenza, cosa che ovviamente ha reso il suo crollo di ieri ancora più sorprendente. Appena si ristabilirà, se ne avrà voglia, sarò ben felice di offrirgli una cena”, ha concluso il presenzialista.

 

 

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